Filiera dell’Impatto: governare le connessioni, generare valore

Filiera dell’Impatto: governare le connessioni per generare valore

In questo articolo

Strategia, persone, sostenibilità, dati, governance e impatti vengono spesso gestiti come temi separati. Il nostro lavoro parte da qui: rimetterli in relazione e trasformarli in decisioni, strumenti e risultati.

Le organizzazioni raramente hanno un solo problema alla volta.

Un’impresa può dover rispondere alle richieste ESG dei clienti mentre rivede l’organizzazione, controlla costi e marginalità, cerca competenze e decide dove investire. Un Comune può avere progetti su lavoro, servizi, salute, mobilità, ambiente e attrattività, sostenuti da risorse e soggetti diversi. Un ente non profit può avere una missione forte ma aver bisogno di rafforzare governance, sostenibilità economica e capacità di dimostrare i risultati raggiunti.

Il rischio è affrontare ogni tema separatamente. Noi lavoriamo esattamente in questo spazio: ricomponiamo i pezzi.

Un metodo per leggere, governare e valutare la creazione di valore

Filiera dell’Impatto è il metodo che abbiamo sviluppato per aiutare imprese, organizzazioni e territori a leggere, governare e valutare il valore che generano.

Partiamo dalla lettura del sistema nel suo insieme: dati, processi, persone, risorse, stakeholder, rischi e opportunità. Colleghiamo ciò che oggi procede separatamente, costruiamo governance, responsabilità e strumenti, definiamo risultati da raggiungere e li misuriamo.

Poi facciamo un passo ulteriore: valutiamo l’impatto, per capire che cosa è realmente cambiato, per chi, con quali effetti e che cosa va corretto o rafforzato.

Il metodo resta lo stesso. Cambiano il contesto, gli attori e gli strumenti con cui lo applichiamo.

Nelle imprese: governance aziendale, sostenibilità e risultati devono parlarsi

Per un’impresa governare le connessioni significa evitare che sostenibilità, organizzazione, persone, controllo e strategia procedano su binari diversi.

Le richieste ESG che arrivano da clienti, banche e filiere industriali, per esempio, non sono soltanto un problema di rendicontazione: riguardano dati, investimenti, competenze, fornitori, responsabilità interne, rischi e capacità di pianificazione.

Per questo lavoriamo su governance e organizzazione, HR, controllo di gestione, sostenibilità ed ESG, reporting, stakeholder, formazione e sviluppo delle competenze, con consulenza o, quando serve, attraverso temporary e fractional management.

L’obiettivo non è consegnare un documento. È aiutare l’impresa a decidere meglio, rendere più solidi i processi, chiarire priorità e responsabilità, utilizzare meglio dati e risorse e lasciare competenze che rimangano nell’organizzazione.

Nelle PA: dal rendicontare al governare il valore pubblico

Nelle Pubbliche Amministrazioni il principio è lo stesso, ma la scala cambia. Uno degli strumenti che più ha contribuito allo sviluppo del nostro metodo è stato l’Integrated Reporting: non soltanto come forma evoluta di rendicontazione, ma come modo per collegare strategia, governance, risorse, rischi, risultati e prospettive future.

La domanda passa così da “che cosa ha fatto l’ente?” a “quale valore ha contribuito a generare attraverso ciò che ha fatto?”. Politiche, servizi e progetti vengono letti anche per gli effetti prodotti su persone, competenze, relazioni, infrastrutture, ambiente e comunità.

Questo approccio è stato affinato sul campo: da Sasso Marconi, con il primo Report Integrato di un Comune in Italia e in Europa, alla dimensione sovracomunale dell’Unione della Romagna Faentina; dalla complessità di Bologna alla partecipazione sviluppata a San Vito al Tagliamento. Il lavoro applicativo è stato accompagnato anche da attività di ricerca sull’approccio ecosistemico e sulla creazione di valore condiviso nei territori, fino alla realizzazione di una systematic review dedicata a questi temi.

Misurazione e valutazione dell’impatto: misurare è necessario, valutare è un passo in più

Attività, risultati e impatti non sono la stessa cosa. Un progetto può essere realizzato correttamente senza produrre il cambiamento atteso. Un servizio può raggiungere molte persone senza migliorare davvero una condizione. Un investimento può generare un buon risultato economico e produrre, nello stesso tempo, effetti diversi su persone, ambiente o territorio.

Per questo colleghiamo obiettivi, azioni, risultati e cambiamenti prodotti, osservando anche effetti inattesi e criticità. La valutazione dell’impatto non serve soltanto a dimostrare ciò che è stato fatto: serve a capire cosa funziona e a decidere cosa fare dopo.

Sviluppo territoriale e aree interne: governare sistemi complessi

La stessa logica diventa particolarmente utile nei sistemi sovracomunali e nelle aree interne, dove spopolamento, lavoro, salute, mobilità, accesso ai servizi, competenze e attrattività non possono essere affrontati con progetti indipendenti.

Ma le aree interne non sono soltanto fragilità. Sono anche patrimonio naturale e culturale, imprese, produzioni, immobili e infrastrutture, conoscenze, capitale sociale e opportunità spesso presenti ma non ancora pienamente messe a sistema.

Qui lavoriamo partendo dalla lettura dei bisogni e degli asset territoriali, individuiamo priorità e soggetti da coinvolgere, contribuiamo alla costruzione della governance territoriale, colleghiamo risorse e opportunità alle progettualità e introduciamo strumenti per monitorare risultati e valutarne gli impatti.

Tra le esperienze più recenti vi è il Program Management nell’ambito de Le Valli della Tecnologia, che interessa 17 Comuni delle aree interne marsicane e opera attraverso un Protocollo d’intesa e una Cabina di Regia. Una scala territoriale ampia, nella quale bisogni, asset, competenze e progettualità devono essere messi in relazione dentro una governance condivisa.

Dalla rete alla filiera

Una rete mette in relazione soggetti. Una filiera rende visibile come quelle relazioni producono valore.

Per un’impresa significa collegare strategia, persone, sostenibilità, clienti e fornitori. Per una PA significa connettere politiche, risorse, stakeholder e risultati. Per un ente non profit significa rendere coerenti missione, organizzazione, sostenibilità e impatto. Per un territorio significa trasformare una pluralità di iniziative in una capacità condivisa di sviluppo.

Filiera dell’Impatto non aggiunge complessità. Cerca di governare quella che già esiste.

Lo fa mettendo insieme competenze manageriali, sostenibilità, governance, reporting, partecipazione, misurazione e valutazione dell’impatto.

Perché sapere che cosa abbiamo fatto è necessario, ma non sufficiente. Dobbiamo capire che cosa abbiamo cambiato, quale valore abbiamo generato e come utilizzare ciò che abbiamo imparato per decidere meglio.

È questo che intendiamo per governare le connessioni, generare valore. Ed è qui che il valore può diventare impatto.

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